domenica 10 agosto 2008

Il mondo finirà a settembre?

"Nei romanzi di fantascienza la fine della Terra arriva sempre dallo spazio, ma per molti tedeschi a causare la rovina del pianeta potrebbero essere tra breve gli scienziati del Cern, il Centro europeo di ricerche nucleari di Ginevra. L’allarme riguarda il più grande esperimento mai tentato prima, che sta per essere eseguito entro la fine del mese in una nuova gigantesca macchina, il “Large Hadron Collider” (Lhc), un enorme anello di 27 chilometri di circonferenza costato oltre tre miliardi di euro, situato a 60 metri di profondità sotto l’aeroporto di Ginevra fino alle pendici del massiccio francese del Giura. I diecimila scienziati di vari Paesi che lavorano al Cern si apprestano a sparare all’interno dell’Lhc pacchetti di protoni che viaggiano in un ambiente posto a 271 gradi sotto zero, con una velocità pari al 99,999991 per cento di quella della luce, che si sposta a circa 300 mila chilometri al secondo. Dall’impatto di questi protoni con altri situati in quattro punti dell’anello, gli studiosi sperano di ottenere informazioni su ciò che avvenne 13,7 miliardi di anni fa, nell’attimo zero in cui il Big Bang con la sua gigantesca esplosione diede origine al nostro universo. Ma a turbare i sonni dei tedeschi è arrivata la grande stampa popolare, che ha rilanciato con enorme risalto l’ipotesi di un eminente scienziato di Tubinga, Otto Rössler, secondo il quale, in seguito all’esperimento di Ginevra, potrebbero formarsi dei buchi neri, che con un effetto a palla di neve potrebbero estendersi ed inghiottire entro pochi mesi l’intero pianeta.

Ormai in tutta la Germania non si parla d’altro, molta gente sembra già in preda al panico sulla prossima fine del mondo prodotta dai nuovi “apprendisti stregoni” e su blog e media è tutta una gara a chi dipinge gli scenari più foschi. La sindrome ha raggiunto una tale ampiezza che venti tra i massimi fisici nucleari tedeschi sono intervenuti con un documento dal titolo “La Terra non sarà inghiottita dai buchi neri”, per contestare la tesi del loro collega Rössler, anche se ammettono che non si può escludere la possibilità della loro formazione.

Il presidente del Comitato tedesco per la Fisica delle particelle, Peter Mättig, ha spiegato che, nel caso in cui si formassero, «i buchi neri sarebbero ben diversi da quelli esistenti nello spazio». Anche il suo collega Siegfried Bethke, direttore del “Max-Planck-Institut” di Monaco di Baviera, ha precisato che gli eventuali buchi neri creati a Ginevra «sono così minuscoli da non riuscire in pratica a sviluppare alcuna forza di attrazione e scompaiono sotto forma di radiazione in una frazione di secondo». Ma è proprio questo ciò che contesta il professor Rössler, secondo il quale con i ripetuti esperimenti che stanno per iniziare al Cern, «si produrranno un milione di buchi neri all’anno, uno dei quali riuscirebbe forse a non dissolversi, girando attraverso la Terra per collidere e inghiottire di tanto in tanto una particella, un nucleo atomico o un quark. Resta da vedere quanto ci vorrà fino a che questo piccolo buco nero sarà cresciuto abbastanza per mangiarsi il mondo intero».

Un’ipotesi che ricorda quella prospettata da Kurt Vonnegut in un suo famoso libro, “Ghiaccio Nove”, in cui uno scienziato inventa un sistema per trasformare l’acqua in ghiaccio. Ma la sua scoperta finisce nelle mani sbagliate. E quando un piccolo campione di “ghiaccio nove” finisce in un fiume, innesca una reazione a catena che fa ghiacciare, una particella dopo l’altra, tutta l’acqua del pianeta.

Il professor Hermann Nicolai, direttore a Potsdam del “Max-Planck-Institut” di Fisica gravitazionale, ritiene che non ci si sia motivo di preoccupazione e ha accusato Rössler di incompetenza, sostenendo che le sue affermazioni catastrofiche sono basate su un “fondamentale fraintendimento della teoria di Einstein”. Il professor Bethke ha invece pesantemente attaccato il collega di Tubinga, spiegando che «a diffondere il panico è gente che ha evidentemente letto troppi libri di fantascienza». Rössler ha replicato a stretto giro di posta che, se il buco nero che si verrà a creare non rimane stabile, secondo i suoi calcoli «si estenderà fino a inghiottire il pianeta nel giro di 50 mesi». Quanto alle modalità della fine del mondo, «il peso della Terra si comprimerebbe fino ad arrivare a un centimetro di diametro».

Da Ginevra il portavoce del Cern, James Gillies, ha replicato che «l’esperimento è sicuro», ma secondo il professor Mättig il clima di isteria è ormai così diffuso in Germania che «non si può eliminare nemmeno con le argomentazioni scientifiche».

Non è la prima volta che scatta l’allarme contro l’esperimento del Cern. Nella primavera scorsa, alle Hawaii, Walter L.Wagner e Luis Sancho hanno presentato un ricorso in tribunale contro il super acceleratore sostenendo che gli esperimenti immaginati «potrebbero creare un buco nero capace di mangiarsi la Terra e forse l’intero Universo». La Federal District Court di Honolulu ha avviato il 21 marzo il procedimento ma ha poi rinunciato anche perché non ha competenza per fermare il Cern.

Va detto che Wagner ha un passato da fisico all’Università di California, anche se poi si è laureato in legge. Nel 1999 aveva intentato causa a una macchina americana dei Bookhaven National Laboratory impegnata in ricerche analoghe ma a energia più bassa. Di Luis Sancho invece si sa poco: vive in Spagna, forse a Barcellona, e studia la teoria del tempo.

Di certo gli esperimenti del Cern continuano a scatenare le ipotesi più disparate, e ad alimentare la creatività degli autori di fiction: molti ricorderanno “Angeli e demoni” di Dan Brown, il cui inizio è ambientato proprio al Cern di Ginevra, dove uno scienziato ha creato in gran segreto una certa quantità di antimateria. Il contenitore speciale che la mantiene stabile viene trafugato dalla setta degli “Illuminati” e piazzato sotto le fondamenta della Basilica di San Pietro, in Vaticano, perché esploda annichilendo tutto ciò che lo circonda e ponga fine all’esistenza della Chiesa cattolica. Speriamo che la realtà, per una volta, non superi la fantasia."

Articolo del sole24ore.

6 commenti:

nienteebasta ha detto...

era ora..

pursuitoftone ha detto...

Consoliamoci, se davvero saltasse fuori un buco nero capace di inghiottire la terra, sarebbe tutto talmente veloce che nessuno si accorgerebbe di nulla.

Tanto, se muoriamo tutti, non rimane nessuno che si lamenti...

Anonimo ha detto...

io non posso morire ...lo sai vero ?


fucka druma

nienteebasta ha detto...

Che poi non servivano molte menti intelligenti per arrivarci.
In quel periodo sono in tour i Neurosis, le conseguenze sono ovvie.

Stillbrain ha detto...

Forse, invece di morire, ci riroviamo in un mondo dove non esiste l'indie...sai che bello!!!

Stillbrain ha detto...

...e poi sono convinto che il "pedofono" chiuderebbe il buco...